24 novembre 2017

Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza sulle donne

di Cinzia Montuori

Il 25 novembre ricorre la “Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne” voluta nel 1999 dall’Assemblea Generale della Nazioni Unite.
Questa data fu scelta in ricordo del brutale assassinio nel 1960 delle tre sorelle Mirabal (Minerva, Maria Teresa e Patria), considerate esempio di donne rivoluzionarie per l’impegno con cui tentarono di contrastare il regime di Rafael Leónidas Trujillo (1930-1961), il dittatore che tenne la Repubblica Dominicana nell’arretratezza e nel caos per oltre 30 anni.
Minerva, Maria Teresa e Patria sono state uccise per le loro idee politiche e perché non avevano paura di gridarle, anzi lo reputavano un dovere. Sono state uccise perché il loro essere donne irritava il regime: frequentavano l’università, guidavano la macchina, partecipavano a riunioni maschili. La loro camminata, lo sguardo diretto, la loro sfrontata femminilità spaventava il dittatore che, non riuscendo a fermarle, le uccise. L’unica sorella non attivamente impegnata fu Dedè (ancora in vita e a cui spettò il compito di prendersi cura dei figli delle sorelle), che proprio di Minerva dice: «Durante un’epoca di predominio dei valori tradizionalmente maschili di violenza, repressione e forza bruta, dove la dittatura non era altro se non l’iperbole del maschilismo, in questo mondo maschilista si erse Minerva per dimostrare fino a che punto ed in quale misura il femminile è una forma di dissidenza».
Per dirla con le parole che lo psicoanalista Francesco Stoppa ha usato nel suo libro “La costola perduta”, l’esplosione di aggressività del maschio sarebbe la risposta al senso di disperazione che deriva dalla “scoperta” della qualità umana della donna: la sua intrinseca “imperfezione” -da un lato- e la sua libertà -dall’altro. L’umanità della propria partner rappresenterebbe un trauma inelaborabile, al punto che l’uomo si sentirebbe inconsciamente tradito dall’affiorare in lei di un desiderio non necessariamene condizionato dai propri. Da qui prenderebbe forma una fantasia, quella dell’uomo, che vuol far credere a se stesso e alla sua compagna di sapere cosa ci vorrebbe per una donna, nella fattispecie essere vessata, umiliata, trattata come puro e degradato oggetto di piacere.

Dettagli

Date

Archivio