24 maggio 2018

L’importanza del sostegno psicologico per le coppie con problemi di infertilità.

Una panoramica d’insieme

di Cinzia Montuori

Il percorso di chi decide di sottoporsi alla Procreazione Medicalmente Assistita (PMA) è spesso faticoso e frustrante. Le ricerche diagnostiche sono invasive e provocano stress a livello personale e di coppia, oltre a condizionare la vita sessuale già impoverita da una forzata concentrazione sull’obiettivo del concepimento. Anche l’individuazione di una responsabilità primaria riconducibile all’uno o all’altro partner può provocare sensi di colpa che restano spesso inespressi. L’assenza, invece, di cause di infertilità organiche può svelare difficoltà psicologiche di uno o di entrambi i membri della coppia (Vegetti Finzi, 1992).

La ricerca di un medico e di un centro di fiducia può rivelarsi faticosa, oltre che costosa, tenendo conto che spesso ci si rivolge anche a centri esteri. Infatti, dalle community e dai forum che popolano il web, emerge che una delle principali cause di frustrazione è legata proprio al rapporto con il personale medico: la delicatezza e l’intimità del problema rende complesso e articolato l’instaurarsi di una relazione di fiducia. Inoltre allo specialista medico viene spesso attribuito un valore salvifico, ponendosi quale terzo – a livello simbolico – tra i partner, con il loro conseguente (e pericoloso) senso di dipendenza e di passività.

Un approccio integrato (medico e psicologico) verso i pazienti che intraprendono un trattamento di PMA riduce significativamente le reazioni psicologiche negative ed aiuta le persone a concludere meglio la loro esperienza (Galhardo A. et al., 2015; McNaughton-Cassill M.E. et al., 2002). Questi dati rendono ancora più esplicita la necessità di approcciarsi al fenomeno dell’infertilità in un’ottica multidisciplinare. In questo senso, la consulenza psicologica rappresenta uno strumento fondamentale per coloro che attraversano l’esperienza dell’infertilità.

La legge n. 40/2004 stabilisce che tutti i centri che si occupano di PMA in Italia devono assicurare ai propri pazienti la possibilità di accedere a momenti di consulenza di coppia o supporto psicologico in qualsiasi fase del trattamento, anche quando questo si è concluso, indipendentemente dal risultato. Nel Marzo 2015, la European Society of Human Reproduction and Embriology (ESHRE) ha pubblicato un documento contenente le linee-guida che gli staff dei centri di Procreazione Medicalmente Assistita internazionali dovrebbero seguire per migliorare l’offerta sanitaria ai propri pazienti. Le linee-guida fanno riferimento a 3 modelli di consulenza psicologica:

1) Decision Making counseling: effettuato prima di un possibile trattamento, consentirebbe alle coppie di riflettere e comprendere le implicazioni e i significati che un trattamento può avere per loro, per gli eventuali figli e per le loro famiglie;

2) Support counseling: è finalizzato a fornire sostegno nei momenti di difficoltà e di stress;

3) Therapeutic counseling: si pone l’obiettivo di assistere le coppie e aiutarle ad acquisire gli strumenti necessari per affrontare i trattamenti.

Un tentativo di concettualizzazione sistematizzata del counseling psicologico in tali centri (Cecotti M., 2004; Visigalli R. 2008) mette in evidenza che esso si pone come obiettivo di individuare la presenza di fattori psicologici coinvolti nella condizione di infertilità e di verificare eventuali sterilità psicogene e aspetti psicologici antecedenti la diagnosi. Inoltre, ha una finalità terapeutica che consiste nel curare le ansie che sopraggiungono con la fertilità, nell’alleviare la sofferenza psichica e nel cercare di leggere i significati che la sterilità assume all’interno di ogni coppia.

Per verificare tale ipotesi, si possono osservare i risultati di una ricerca effettuata in Texas, dove numerose coppie sottoposte a fecondazione in vitro hanno svolto un breve percorso di sostegno psicologico di gruppo con cadenza bisettimanale. A tutti i soggetti sono stati somministrati, sia prima che dopo la partecipazione al gruppo, questionari che indagano la depressione, l’ansia, l’ottimismo, il pessimismo e le credenze irrazionali.

Rispetto ai soggetti del gruppo di controllo, che non hanno partecipato ai gruppi, si nota che chi ha partecipato al gruppo era meno ansioso in seguito al trattamento di fecondazione in vitro rispetto a prima. In particolar modo, gli uomini erano più ottimisti e le donne avevano minori idee irrazionali disfunzionali (McNaughton-Cassill, Bostwick, Arthur, Robinson, Neal, 2002). A fronte di tali vissuti non sorprendono i risultati di recenti studi che evidenziano come lo stress sia la principale causa per cui le coppie decidono di interrompere, o di non intraprendere affatto, i trattamenti per la fertilità.

È quindi importante che la coppia che affronta l’esperienza dell’infertilità abbia uno spazio e degli strumenti per elaborare quanto sta vivendo, per “sentirsi” rispetto alle opzioni disponibili (soprattutto a quelle, particolarmente complesse, legate alla donazioni di gameti, alla scelta dell’adozione o del momento in cui fermarsi) e per ridefinirsi al di là del ruolo genitoriale desiderato.

Le esperienze di condivisione in gruppo si rivelano molto utili: in particolare, i gruppi di auto-aiuto consentono la condivisione delle emozioni mentre la loro natura proattiva, in cui ciascun membro contribuisce al benessere del gruppo, aumenta le risorse personali della coppia, aiutandola a normalizzare la propria esperienza e fornendole sostegno emotivo.

Anche i gruppi con un facilitatore professionale si dimostrano molto utili.

Gli interventi di counseling e di supporto psicologico individuali e di coppia, stimolando le persone a non evitare il problema e a verbalizzare pensieri e emozioni, agevolano l’elaborazione della mancata genitorialità (Polatti et al., 2009). Aiutano, inoltre, a orientarsi nella scelta delle strade da intraprendere e a mantenere vivo l’interrogativo circa i propri desideri.

Il lieto fine nelle storie d’infertilità non sta necessariamente nella realizzazione della genitorialità, ma nel raggiungimento di un equilibrio (e di una certa serenità) indipendente dalla propria capacità procreativa e nella delucidazione del proprio progetto di diventare genitori.

Vegetti Finzi S. (1992). Il romanzo della famiglia. Passioni e ragioni del vivere insieme, Milano

Galhardo A., Moura-Ramos M., Cunha M., Pinto-Gouveia J. (2015). The infertility trap: how defeat and entrapment affect depressive symptoms, Human Reproduction, 17 december, Epub

McNaughton-Cassill M.E., Bostwick J.M., Arthur N.J., Robinson R.D., Neal G.S. (2002). Efficacy of brief couples support groups developed to manage the stress of in vitro fertilization treatment. Mayo Clinic Proceedings, October.

Ceccotti, M. (2004). Procreazione medicalmente assistita, Roma, Armando Editore
ESHRE (2015). 
Routine psychosocial care in infertility and medically assisted reproduction – A guide for fertility staff, Psychology and Counselling Guideline Development Group. (www.eshre.eu).

Visigalli, R. (2011). Sterilità e infertilità di coppia. Counseling e terapia psicologica, FrancoAngeli.

McNaughton-Cassill M.E., Bostwick J.M., Arthur N.J., Robinson R.D., Neal G.S. (2002). Efficacy of brief couples support groups developed to manage the stress of in vitro fertilization treatment, Mayo Clinic Proceedings.   

Norme in materia di procreazione medicalmente assistita – Legge 40/2004, da www. camera.it. 

Polatti, Vaccaro, Nappi (2009). Aspetti psicorelazionali e sessuali della coppia nei cicli di procreazione medicalmente assistita. Per saperne di più: http://www.fondazioneserono.org/23?news_fertilita=1646

 

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