22 marzo 2019

La mente invecchia?

Possibili interventi di prevenzione

di Miriam Di Nardo

Spesso accade che un anziano/a si lamenti di aver perso la memoria di stancarsi facilmente di non avere più voglia di leggere un quotidiano o di fare le parole crociate. A volte non ricorda perfettamente in che giorno della settimana ci troviamo, oppure durante un discorso, gli sfugge la parola giusta. Magari il sugo con il pomodoro non gli/le viene più buono come prima oppure si dimentica di pagare qualche bolletta. Altre volte è più aggressivo/a o magari preoccupato/a eccessivamente di avere lasciato il gas aperto, o di non aver chiuso la porta di casa. Si scopre anche improvvisamente goloso di cose che magari prima non gli piacevano neppure.

Fino a che punto tutto ciò rientra in un normale invecchiamento?

Quando si devono cominciare a sospettare problemi di demenza?

Come si può intervenire e agire d’anticipo?

Superati i 60/65 anni si possiede un patrimonio di conoscenze e competenze che, se valorizzato e gestito al meglio, può contribuire a prevenire l’atrofia cerebrale e la demenza.

Nel corso della vita si accumulano gradualmente informazioni competenze e strategie; per questo motivo le persone che hanno più di 60 anni risultano più efficienti nella lettura e nella comprensione del testo e sono in grado di risolvere i problemi in modo più creativo e veloce.

Al contempo, però, un tale accumulo di informazioni, associato ad una incapacità di gestione delle stesse, potrebbe favorire delle dimenticanze sporadiche. Si può verificare, pertanto, una sorta di affaticamento cerebrale che rientra nella normalità fino a quando le “cilecche” della memoria non iniziano ad avere conseguenze nella gestione del quotidiano.

Quando le dimenticanze iniziano ad interferire nella vita dell’anziano si può iniziare a parlare di un vero e proprio disturbo. Si possono verificare alcune difficoltà nelle attività di tutti i giorni, e talvolta l’anziano, per paura di andare incontro al fallimento, si limita nel fare le cose, riducendo le attività quotidiane e diminuendo di conseguenza l’attività cerebrale, con il rischio di andare incontro ad atrofia cerebrale.

Ma allora cos’è che permette agli “Over 60” di rimanere attivi? Che cos’è che permette all’insieme delle cellule cerebrali di mantenersi in allenamento?

La possibilità di venire a contatto con stimoli sensoriali (tattili, acustici, uditivi, visivi e gustativi) e/o emotivi. Alcuni studi sulla deprivazione sensoriale dimostrano che una ridotta stimolazione cerebrale porta a morte dei dendriti e alla riduzione della comunicazione sinaptica. Con l’andare del tempo, dunque, si va incontro a riduzione del volume cerebrale (atrofia cerebrale), suffragando l’idea che al contrario un’adeguata stimolazione cerebrale contrasta l’atrofia cerebrale.

Un cervello attivo, infatti, più difficilmente va incontro ad atrofia cerebrale.

L’anziano, quindi, per aspirare ad un invecchiamento di successo, deve garantirsi una condizione di vita attiva, ricca sul piano psico-affettivo, gratificante su quello professionale e stimolante da un punto di vista culturale.

Il cervello si comporta come un muscolo se costantemente allenato diviene agile e tonico.

Ma come possiamo fare a prevenire l’atrofia cerebrale? Come possiamo tenere il nostro cervello in allenamento?

Esistono dei corsi di Ginnastica Mentale, che permettono di mantenere attivo e vigile il cervello e di gestire il patrimonio cognitivo. Gli incontri di Ginnastica Mentale si possono immaginare come una palestra per la mente, in cui vengono svolti esercizi cognitivi in centri specializzati, oltre che a casa da soli. La Ginnastica Mentale funziona esattamente come l’esercizio per il fisico; posticipa il rallentamento cognitivo e le dimenticanze. Bastano 10 lezioni di allenamento per la mente (esercizi cognitivi di vario tipo) per mantenere fresco e scattante il cervello degli anziani, con effetti che si vedono anche dieci anni dopo l’ultima lezione, con ricadute positive sulla vita di tutti i giorni (Gruenewald et al. 2016).

Già dopo alcuni incontri si è più veloci ed accurati e nel mantenimento delle informazioni (lista della spesa, percorsi da seguire per giungere dal giornalaio) e nella risoluzione dei problemi.

Secondo uno studio della Johns Hopkins University di Baltimora, pubblicato sul Journal of the American Geriatrics Society, gli esercizi cognitivi migliorano sia la memoria, sia la capacità e la velocità nei ragionamenti (Rebok et al. 2014). Inoltre, gli stessi anziani riconoscono di essere più “smart” nelle attività quotidiane, di ricordarsi meglio dai farmaci da assumere al come cucinare. “La rieducazione cognitiva può essere più o meno sofisticata e va svolta in centri specializzati sotto la guida di neuropsicologi che, anche grazie ad attrezzature computerizzate, stimolano alcune funzioni cognitive specifiche. Queste attività sono efficaci perché si basano sulla plasticità del nostro cervello che è in grado di stabilire nuovi contatti tra le cellule e di reclutare le reti neuronali impigrite”. 

Bibliografia

D’aria I., Benessere. Training per allenare la memoria. Il professor Gioacchino Tedeschi sfata i luoghi comuni su invecchiamento e perdita della memoria. E oltre a spiegarci le recenti scoperte nel campo ci insegna 7 esercizi di ginnastica per la mente 21 Maggio 2014 https://d.repubblica.it/benessere/2014/05/21/news/come_allenare_la_memoria_test-2149411/?refresh_ce

Gruenewald TL, Tanner EK, Fried LP, Carlson MC, Xue QL, Parisi JM, Rebok GW, Yarnell LM, Seeman TE. The Baltimore Experience Corps Trial: enhancing generativity via intergenerational activity engagement in later life. J Gerontol B Psychol Sci Soc Sci 2016; 7: 661-670.

Pecora V., Rizzi A., Aggiungere vita agli anni…attiva-mente: un progetto di potenziamento cognitivo nella Terza Età Adding life to years…mind-actively: a project of cognitive empowerment for seniors QUALE psicologia, 2016, Numero 7

Rebok GW, Ball K, Guey LT, Jones RN, Kim HY, King JW, Marsiske M, Morris JN, Tennstedt SL, Unverzagt FW, Willis SL, ACTIVE Study Group. Ten-year effects of the advanced cognitive training for independent and vital elderly cognitive training trail on cognition and everyday functioning in older adults. J Am Geriart Soc 2014; 62: 16-24.

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