12 aprile 2019

Tyrion Lannister. Illusione o realtà

di Miriam Di Nardo

Una serie sopra gli schemi, rigorosamente stile fantasy, violenta e cruenta, con personaggi molto ben definiti e strutturati nel carattere e nelle manifestazioni emotive. Il “Trono di Spade” che in questi giorni sta andando in onda l’ottava stagione.

Un personaggio complesso e controverso con un forte carisma, ha attirato la mia attenzione.

Una figura che molto spesso compare nei romanzi, un uomo rifiutato e deriso da tutti, persino dal proprio padre, che ha subito traumi e frustrazioni continue, ma che, a differenza del solito, in questa serie ha un carattere molto forte. Tyrion Lannister è affetto da nanismo, nella serie viene chiamato il “folletto”, è leale, intelligente ed arguto, si fa rispettare, onora le promesse, soccorre e spesso si lega a persone in difficoltà, ma con i nemici non perdona e può diventare violento e vendicativo.

Tutto sommato stiamo parlando di un personaggio positivo che non si è fatto schiacciare e definire dal disprezzo o dal disgusto dei più ma che ha tirato fuori la sua personalità e si è fatto valere.

Come è possibile essere così forti ed allo stesso tempo così ai limiti dell’approvazione altrui? Con la madre morta per darlo alla luce ed il padre che lo disprezza e gli infligge delle punizioni ingiuste, mi chiedo come faccia questo personaggio ad essere così coerente con se stesso ed equilibrato in un universo dominato da interessi di potere e violenza.

Come la sua personalità si è coesa e concretizzata in caratteristiche si contraddittorie, ma che non danneggiano né il personaggio stesso né gli altri?

Per dirla con le parole del personaggio stesso in pratica….

Mai dimenticare chi sei, perché di certo il mondo non lo dimenticherà. Trasforma chi sei nella tua forza, così non potrà mai essere la tua debolezza. Fanne un’armatura, e non potrà mai essere usata contro di te.”

(Tyrion Lannister a Jon Snow)

Una personalità forte e coesa ha bisogno fin dai primi istanti di vita di persone accudenti che comunichino sicurezza, accoglienza e amore in modo da percepirsi adeguati, efficienti al punto di sentire il coraggio di esplorare, affrontare il mondo circostante a volte ignoto.

Per Tyrion il padre e la sorella maggiore hanno confezionato una realtà che fin dalla nascita è stata molto diversa: aspra, spigolosa, ripudiato ed incolpato ingiustamente della morte della madre ed al contempo ritenuto responsabile con la sola sua presenza fisica di infangare il nome dei Lannister dato che è nato affetto da nanismo. Alcune credenze infatti sostengo che malattie fisiche o mentali si manifestano per punire una determinata casata per delle colpe ancora non espiate.

Ma che cosa ha avuto dalla sua il piccolo Tyrion? Una fine intelligenza, un’arguzia innata ed un grande cuore gli hanno permesso di vedere il mondo distaccandosi dal padre costruendosi un proprio modo di essere con delle regole etiche e delle necessità morali distanti da quelle della sua famiglia.

Un’onta per gli occhi del padre, un dispiacere perpetuo per la sorella, ma un punto di riferimento per il fratello maggiore Jaime e gli zii, che a loro volta gli hanno dato comprensione e affetto. Le sue caratteristiche personali e le sue persone di riferimento sono state l’alchimia che ha permesso a Tyrion di mantenere mansioni di responsabilità e relazioni d’amore, ma soprattutto di mantenere una personalità coesa e forte. Ma ci stiamo illudendo o anche nella realtà esistono dei Tyrion Lannister?

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